Carta dei Diritti del Bambino

  • DIRITTO DI DIVERTIRSI E GIOCARE
  • DIRITTO DI FARE SPORT
  • DIRITTO DI BENEFICIARE DI UN AMBIENTE SANO
  • DIRITTO DI ESSERE ALLENATO E CIRCONDATO DA PERSONE COMPETENTI
  • DIRITTO DI SEGUIRE ALLENAMENTI ADEGUATI AI PROPRI RITMI
  • DIRITTO DI MISURASI CON GIOVANI CHE ABBIANO LE STESSE PROBABILITA’ DI SUCCESSO
  • DIRITTO DI PARTECIPARE A COMPETIZIONI ADEGUATE ALLA LORO ETA’
  • DIRITTO DI PRATICARE IL SUO SPORT NELLA MASSIMA SICUREZZA
  • DIRITTO DI AVERE TEMPI DI RIPOSO
  • DIRITTO DI NON ESSERE UN CAMPIONE

Suggerimenti per gli istruttori

  • Essere puntuali e rispettare l’orario di inizio e fine allenamento
  • Presentarsi al campo almeno venti minuti prima dell’inizio dell’allenamento per poter preparare il campo di lavoro
  • Avere sempre il programma scritto della seduta
  • Fare rispettare ai ragazzi il regolamento interno (abbigliamento, docce, borsa)
  • Ridurre al minimo i tempi morti grazie ad una precisa programmazione della seduta
  • Lavorare a stazioni e a gruppi possibilmente omogenei
  • E’ opportuno presentare le nuove proposte tecniche all’inizio della seduta
  • Prevedere per i più piccoli, in ogni seduta, un gioco polivalente che innalzi la motivazione
  • Lavorare sempre con il pallone anche in caso di esercitazioni non strettamente tecniche
  • Ridurre la lunghezza delle code e quindi, dell’attesa delle esercitazioni, trovando l’adeguata misura dei tempi morti
  • Preferire le partite a ranghi ridotti che permette un maggior numero di contatti tra il ragazzo e la palla
  • Motivare i ragazzi con esercitazioni sempre variate, pur nel rispetto della programmazione
  • Stimolare la partecipazione dei ragazzi rivolgendo domande opportune
  • Ricordare che un buon esempio vale cento parole
  • Miscelare severità (rispetto delle regole di base) a disponibilità (dialogo e atteggiamento scherzoso). La maniera per mantenere la disciplina è quello di tenere i ragazzi sempre impegnati
  • Abituare i ragazzi a riporre gli attrezzi alla fine di ogni seduta
  • Tenere sempre aggiornato il registro delle presenze
  • Tenere i genitori sempre fuori dal recinto di gioco evitando di esprimere in loro presenza, giudizi tecnici di qualsiasi natura.

H. Wein

6-12 anni: “giocare per imparare” 12-16 anni “imparare a giocare”

L’importanza del gioco in ambito didattico è stata sottolineata dagli studi di Vester, secondo il quale l’informazione viene accettata e memorizzata molto meglio se collegata a curiosità, sensazione di successo, divertimento, gioco.

“Giocare è la prima ed unica occupazione della nostra fanciullezza e per tutta la nostra vita rimane quella più piacevole ” (Wieland)

 

Gli obiettivi di un’attività polivalente come il gioco

Fil Spo academia

Apprendimento calcistico

Le tappe dello sviluppo coordinativo (K. Meinel 1994)

  • Sviluppo coordinazione grezza
  • Fase della coordinazione fine
  • Fase dell’automatizzazione

Le abilità calcistiche

  • Movimenti già acquisiti o modelli di movimento collegati a precisi compiti di carattere motorio
  • La capacità di produrre un risultato finale, per esempio una soluzione di carattere motorio, con la massima sicurezza e il minimo consumo di tempo ed energia

La tecnica

Abilità motoria che, in funzione anche della costituzione dell’atleta e d’altri presupposti, si adatta alle condizioni ed alle situazioni di gioco, risolvendo razionalmente ed economicamente (con il minimo dispendio energetico) il compito motorio che si propone

(Manno, Beccarini, D’Ottavio, 1992)

Condotte motorie specifiche del calcio :

Conduzione della palla, Dribbling, Trasmissione della palla, Ricezione della palla, Tiro in porta, Colpo di testa, Contrasto

La tattica

La tattica può essere individuale o collettiva, riferita quindi ad un singolo, a più elementi della squadra o a tutta la squadra. La locuzione tecnico – tattica consta di due componenti :

  • La prima componente comprende l’osservare, il valutare e il decidere
  • La seconda rappresenta la soluzione opportuna ed efficace che l’atleta mette in atto per risolvere un dato compito di carattere motorio

L’approccio metodologico

Metodo deduttivo (assegnazione dei compiti)

Consiste nell’assegnare ai bambini, sia singolarmente che in piccoli gruppi, dei “compiti motori” che vengono eseguiti autonomamente una volta stabilite le modalità d’esecuzione. (spiegazione, dimostrazione, esecuzione)

Metodo induttivo

  • Risoluzione dei problemi
  • Scoperta guidata
  • Libera esplorazione
  • Assicurano un certo stimolo sul collettivo favorendo l’interazione sociale, lo sviluppo della creatività e della fantasia; stimoli motivanti sul piano emotivo-cognitivo.
  • Sollecitano i bambini alla scoperta personale

Il profilo del bambino di 6-8 anni

Età biologica : età determinata sulla base di significative caratteristiche biologiche, particolarmente su elementi quali le caratteristiche di maturazione ossea e delle caratteristiche sessuali primarie e secondarie, statura, massa corporea e altre.

Età cronologica : rappresenta l’età determinata sulla base degli anni, mesi, giorni di vita (R. Manno, 1989)

I bambini a questa età si trovano in una fase molto delicata perché in due soli anni attraversano stadi molto diversi, passando (intorno ai 6 anni) dalla continua ricerca di nuove esperienze con le quali poter ampliare la personale conoscenza del mondo che li circonda, al raggiungimento (intorno ai 7 anni) di un periodo di maggior tranquillità emotiva in cui improvvisamente sembrano aver sintetizzato ed elaborato le esperienze precedenti.

Non hanno ancora un senso della socialità sviluppato, tendono, ad essere egocentrici, ad immedesimarsi bene nell’attività che al momento li impegna senza un particolare occhio di riguardo per i compagni. Da un punto di vista motorio stanno invece per finire lo stadio della motricità fondamentale.

Il profilo del bambino di 8-10 anni

I bambini a questa età hanno superato la fase spiccatamente egocentrica, cominciano ad acquisire una predisposizione alla collaborazione e a decentrare la qualità delle loro azioni motorie, che vengono inserite in un contesto di gioco collettivo.  Sboccia la socialità.

Motricità sportiva, progressi rapidi della capacità di apprendimento.

Il profilo del bambino di 10 – 12 anni

A questa età i ragazzi pensano in termini astratti (Piaget: stadio delle operazioni formali), trovano soluzioni facendo ricorso a mezzi logici, considerano più aspetti di un problema e valutano le conseguenze di un’azione. In questa fase prosegue e si affina la motricità sportiva ed i giovani entrano in quello che è riconosciuto il “periodo d’oro” (fase sensibile) dell’apprendimento, tanto più sfruttato quanto più sono state gettate le basi negli anni precedenti. Strutturazione dell’intelligenza motoria.

Gli obiettivi dell’allenamento

Obiettivi didattici generali

Tattico – Cognitivo

  • Sviluppare le possibilità d’adattamento alle situazioni di gioco nuove e via via sempre più complesse.
  • Favorire la capacità di decentramento attraverso esercitazioni mirate.
  • Controllo ed organizzazione del proprio corpo in uno spazio che si sta modificando (densità, dimensioni, ecc…).

Tecnico – Coordinativo

  • Arricchire e consolidare il bagaglio d’esperienze motorie.
  • Evoluzione della motricità di base verso la formazione.
  • Aggiustamento globale funzionale dell’abilità tecnica.
  • Personale espressione delle abilità apprese e loro accoppiamento Sociale
  • Sviluppare il senso d’autonomia e libertà d’espressione nel rispetto delle regole e dei compagni.
  • Favorire il concetto d’interazione (di gruppo).

Sociale

  • Sviluppare il senso d’autonomia e libertà d’espressione nel rispetto delle regole e dei compagni.
  • Favorire il concetto d’interazione (di gruppo).

Obbiettivi didattici specifici

Correre

Conquista dello spazio in relazione ad un avversario frontale il quale, inizialmente, è posto sulla linea (facilitante) e successivamente inserimento in una zona d’intervento difensiva condizionato dal tocco di palla.

Colpire

  • Passaggio diretto frontale e diagonale con palla radente, palla ferma o in movimento. Da notare che il raggiungimento dell’obiettivo passaggio diagonale, è da mettere in relazione con la programmazione tecnica relativa all’intero biennio.
  • Tiro in porta con palla controllata e con palla ferma con rincorsa frontale e diagonale.

Ricevere

Ricezione frontale e diagonale con palla radente.

Spostarsi

  • Occupare lo spazio coscientemente riconoscendosi in una situazione di gioco difesa o d’attacco.
  • Ostacolare il portatore di palla avversario in un contesto difensivo di squadra.
  • Ricerca dello spazio utile in cui ricevere il passaggio analizzando la situazione di gioco in relazione alla modalità di gioco della squadra.